Regione Toscana
Norma

 
ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI  
COMUNICATO 4 novembre 2016
  Regole per l'avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e dei rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo SPRAR.  
 


 
  urn:nir:associazione.nazionale.comuni.italiani:comunicato:2016-11-04;nir-1


 

Gentile Sindaco,

l'arrivo in numeri rilevanti di persone che giungono nel nostro Paese per chiedere protezione ha carattere oramai ampiamente strutturale. Da almeno cinque anni i nostri territori si confrontano in maniera crescente e sempre più complessa con questa sfida, che va ad aggiungersi alle tante che vedono i nostri Comuni sempre più in prima linea.

E' auspicio di tutti che si possano rimuovere le cause profonde che costringono queste persone a lasciare il proprio Paese in condizioni di incertezza e a rischio della propria vita. Nel mentre, è dovere di ogni istituzione, ciascuna per il ruolo che gli compete, fare quanto possibile per lenire gli innegabili impatti che il fenomeno produce sulle comunità che accolgono, soprattutto se i numeri sono sproporzionati rispetto alla popolazione residente, garantendo al contempo forme di accoglienza che siano dignitose e degne di un Paese civile.

Fino ad oggi, il nostro Paese ha saputo far fronte alla situazione. Va tuttavia preso atto che l'attuale sistema di accoglienza sta raggiungendo livelli di criticità difficilmente sostenibili ancora a lungo.

Oggi nel nostro Paese sono accolte quasi 160.000 persone, la maggior parte delle quali nel c.d. "circuito straordinario", a diretta gestione dei Prefetti. In altri termini, nella gran maggioranza dei casi si tratta di accoglienze "emergenziali", in molti casi non concordate con i Sindaci, che danno spesso luogo a concentrazioni eccessive, soprattutto sui territori di Comuni di più piccole dimensioni, ma che possono diventare insostenibili anche in territori di più ampie dimensioni.

Ciò sta dando luogo, da un lato, a forti tensioni sui territori e, dall'altro, all'immissione sul territorio di persone in uscita dalle strutture che, non avendo acquisito gli strumenti minimi indispensabili per avviare percorsi in autonomia, danno luogo inevitabilmente a situazioni di disagio, a carico degli Enti Locali.

L'altra forma di accoglienza è lo SPRAR - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Un sistema che garantisce, da un lato, la piena titolarità dei Comuni che, in autonomia, decidono di aderire alla rete e, dall'altro, qualificati servizi di accompagnamento in un quadro di trasparenza amministrativa e monitoraggio degli interventi. Un sistema, peraltro, finanziato per il 95% con risorse statali che, se ben amministrate, possono portare benefici all'economia dell'intera comunità cittadina. Un Sistema che, pero, vede coinvolto ancora un numero non sufficiente dl Comuni.

In questa cornice e stato concordato il contenuto della Direttiva del Ministro dell'Interno Alfano, allegata alla presente. La Direttiva contiene una "clausola di salvaguardia" che rende esenti i Comuni che appartengono alla rete SPRAR, o che intendano aderirvi, dall'attivazione di ulteriori forme di accoglienza. Si tratta di un principio che rimette la governance in mano al Sindaco, che può quindi tornare a decidere, insieme alla sua comunità, numeri, modalità e soggetti da coinvolgere per organizzare l'accoglienza sul suo territorio.

Come appare evidente anche dagli episodi verificatisi in questi giorni, ciò che preoccupa i cittadini non è tanto l'accoglienza in sé quanto il rischio di esporsi, se si accetta una collaborazione, ad invii indiscriminati e incontrollati. Siamo convinti che la Direttiva possa dare strumenti in mano ai Sindaci per rispondere in maniera efficace e autorevole a questa preoccupazione. Al riguardo, Ti evidenzio che l'attuale sistema di adesione alla rete SPRAR non prevede più termini entro i quali presentare le domande, ma un sistema ad accesso sempre aperto. Potrai trovare ogni informazione utile sul sito www.sprar.it.

Al fine di monitorare l'applicazione della clausola di salvaguardia sul territorio, ANCI ha i attivato un indirizzo mail dedicato, clausolasalvaguardia.immigrazione@anci.it.

Ti prego di voler fare riferimento a questo indirizzo per qualsiasi segnalazione riferita all'oggetto della Direttiva.

ANCI ha sempre seguito la tematica con estrema attenzione, prendendo come prioritario punto di riferimento la tutela dei Comuni e delle comunità locali. Lo spirito con il quale abbiamo affrontato la questione è stato quello di orientare l'agire del Governo attraverso la formulazione di proposte concrete, ritenendo questo l'unico metodo per poter incidere efficacemente sulle scelte che determinano la realtà con la quale i Sindaci si trovano poi a fare i conti. Lo stesso spirito con il quale Ti chiedo, oggi, di valutare questo strumento di governance.

Contando sulla Tua attenzione, Ti salutiamo cordialmente.


 

Antonio Decaro

Matteo Biffoni



ALLEGATI:  
- Allegato   -