Regione Toscana
Norma

 
MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE  
DIRETTIVA 20 luglio 2000
  Le azioni di Italia Lavoro  
 
  Vigente al 18/09/2019 


 
  urn:nir:ministero.lavoro.previdenza.sociale:direttiva:2000-07-20;nir-1

 

VISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 maggio 1997 la quale ha disposto che la GEPI attribuisse ad apposita società, successivamente indicata in Italia Lavoro S.p.A. i compiti di orientamento e formazione professionale, la progettazione e gestione dei progetti di lavori socialmente utili, finalizzati a stabili occasioni di impiego, con particolare riferimento alle società miste, alle cooperative sociali, ai servizi alla persona e alle attività non profit, all'autoimpiego, al lavoro interinale ed ogni altra forma di intervento che avesse come obiettivo la promozione dell'occupazione, con l'esclusione dell'assunzione di rapporti di lavoro in proprio,

VISTO il decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468  , recante revisione della disciplina sui lavori socialmente utili, a norma dell' art. 22 della legge 24 giugno 1997, n. 196  ;

VISTO il decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica in data 21 marzo 1998 recante misure per favorire la ricollocazione lavorativa ovvero il raggiungimento dei requisiti pensionistici per i lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili ed in particolare l'art. 6 che individua nella società Italia Lavoro S.p.A. l'agenzia tecnica del Ministero del lavoro e della previdenza sociale per il conseguimento degli obiettivi di cui all' art. 1, comma 5, del predetto decreto legislativo n. 468/97  ;

VISTO l'assetto istituzionale derivante dal processo di decentramento dei mercato del lavoro e delle funzioni di promozione, coordinamento ed indirizzo proprie dell'Amministrazione centrale del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, ai sensi del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469  ;

VISTO l' art. 45 della legge 17 maggio 1999, n, 144  recante misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina I'INAIL, nonché disposizioni per il riordino degli enti previdenziali;

VISTO il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 91  che integra e modifica la disciplina dei lavori socialmente utili;

VISTI i contenuti degli obiettivi del Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione del 22 dicembre 1998;

VISTI i contenuti del Piano Nazionale per l'Occupazione del 2000, approvato dal Consiglio dei Ministri del 2 giugno 1999 che fissa, tra gli altri gli obiettivi di attuazione della riforma dei servizi per l'impiego sulla base del decentramento delle competenze alle Regioni e alle Province, la necessità di misure preventive della disoccupazione di lunga durata, la promozione delle condizioni idonee a favorire lo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza, ponendo l'accento sulla nuova occupazione;

RITENUTO di dover provvedere ad orientare le attività della predetta società al fine di sviluppare l'occupabilità delle persone, di promuoverne l'imprenditorialità, di favorirne la massima adattabilità alle opportunità concrete di lavoro e di garantire le pari opportunità, 

EMANA LA SEGUENTE DIRETTIVA

Le azioni di Italia Lavoro

Le azioni, svolte secondo le successive specificazioni, riguardano in particolare:

- la disoccupazione di lunga durata nei suoi vari aspetti ed in modo particolare riferita all'esperienza dei lavori socialmente utili;

- le fasce deboli del mercato del lavoro;

- i territori ad elevata disoccupazione;

- i processi di riorganizzazione della gestione del mercato del lavoro.

Disoccupazione di lunga durata e ricollocazione dei soggetti in Lavori Socialmente Utili

Nell'ambito della politica nei confronti della disoccupazione e inoccupazione di lunga durata, l'obiettivo prioritario per il biennio 2000-2001, che il Ministero del lavoro e della previdenza sociale assegna ad Italia Lavoro, è di individuare, promuovere e sostenere le forme di intervento che rendano possibile la stabilizzazione occupazionale delle persone impegnate nei lavori socialmente utili secondo quanto previsto dal d.lgs. 81/2000  e dalle altre normative.

Riguardo all'azione di ricollocazione dei suddetti soggetti, gli obiettivi sono:

- la specifica stabilizzazione;

- l'assistenza e l'accompagnamento in progetti di mobilità geografica dei lavoratori e delleimprese;

- la individuazione di buone pratiche di reimpiego, comprese quelle di creazione di impresa, al fine della modellizzazione e del trasferimento delle esperienze;

- la implementazione di pratiche di benchmarking sulle precedenti azioni;

- l'elaborazione di indicazioni relativamente alle normative concernenti le precedenti tematiche.

Le linee direttrici dell'azione relativa alla ricollocazione dei soggetti impegnati in attività socialmente utili, così come definita dalla recente legislazione, dovranno realizzare:

- la promozione da parte degli enti locali e della P.A. di misure di esternalizzazione di opere e servizi e la collegata costituzione di società miste, di cooperative e consorzi, ovvero l'affidamento a imprese esistenti; particolare attenzione a riguardo dovrà essere prestata alle caratteristiche imprenditoriali di dette operazioni, individuando i soci privati dell'iniziativa in quanto portatori di specifici know-how tecnologici, realizzativi e gestionali e preoccupandosi di costituire processi di accompagnamento delle iniziative imprenditoriali pre e post start-up;

- la promozione dell'autoimpiego, in stretta collaborazione con Sviluppo Italia, nelle varie forme di lavoro autonomo, micro imprenditorialità, cooperazione, lavoro associato, sperimentando anche percorsi di franchising, di successione d'impresa, di intervento nell'economia sociale; a tal fine Italia Lavoro potrà stipulare apposita convenzione con Sviluppo Italia;

- la promozione e la gestione dell'incontro tra domanda ed offerta di lavoro dei soggetti attualmente impegnati in attività socialmente utile in tutte le possibili occasioni di stabilizzazione occupazionale, soprattutto verso l'imprenditoria privata; a riguardo vanno promosse iniziative collegate sia con i servizi pubblici, sia con il settore della mediazione privata e della fornitura di lavoro temporaneo.

In relazione all'attuazione delle suddette azioni Italia Lavoro si atterrà:

- alla direttiva del Presidente del Consiglio relativa alla costituzione dei Comitato Interistituzionale per la stabilizzazione dei lavoratori in Lsu

- alle convenzioni tra Ministero del lavoro e della previdenza sociale e regioni ai sensi dell' art. 45 della L. 144/99  , che impegna tra l'altro Italia Lavoro ad effettuare azioni di monitoraggio e di verifica di efficacia delle azioni di ricollocamento dei suddetti soggetti per conto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale con obiettivi e con modelli operativi definiti in base a specifica convenzione

- al decreto legislativo 81/2000  .

GIi interventi per le fasce deboli del mercato del lavoro

In relazione ai suoi compiti di sostegno delle fasce deboli del mercato del lavoro, Italia Lavoro presenta al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, entro un mese dalla data di emanazione della presente direttiva, progetti sperimentali relativi all'avviamento al lavoro di soggetti a rischio di esclusione sociale, in particolare di disabili ed immigrati extracomunitari.

Politiche del lavoro nelle aree dell'obiettivo 1 e della programmazione negoziata

Italia Lavoro è incaricata, tramite apposita convenzione, di realizzare il progetto di alfabetizzazione al computer ed alla conoscenza di base delle lingue straniere dei giovani disoccupati tra i 16 ed i 30 anni nell'area obiettivo 1.

Italia Lavoro dovrà intervenire nelle aree della programmazione negoziata (contratti d'area, patti territoriali, anche sociali, e formativi) per:

- verificare la presenza e le condizioni di occupabilità di inoccupati-disoccupati di lunga durata, innanzitutto i soggetti impegnati in attività socialmente utili e più in generale delle fasce deboli del mercato del lavoro

- promuovere e sviluppare l'attenzione degli operatori pubblici e privati, coinvolti nella programmazione territoriale, sulla ricollocazione dei soggetti stessi

- sviluppare a tal fine interventi, in sinergia con gli altri operatori pubblici e privati nell'ambito della propria missione e delle proprie priorità.

Decollo e omogeneità di funzionamento dei servizi per l'impiego

Italia Lavoro è incaricata dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'assistenza tecnica nel decollo e implementazione delle nuove politiche del lavoro dei servizi per l'impiego. Essa pertanto sottoporrà alla valutazione del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, entro sessanta giorni dall'emanazione della presente direttiva, un programma di azione in collaborazione con I'ISFOL, fatte salve le rispettive specificità.

L'attenzione di Italia Lavoro dovrà essere rivolta a facilitare una omogeneità nazionale di obiettivi di funzionamento ed efficacia dei servizi, in coerenza con le strategie di intervento definite a livello europeo, e nei piani nazionali della programmazione dei fondi strutturali, e nel rispetto delle competenze conferite alle regioni ed alle province, ai sensi del D.L. 23/12/97, n. 469  .

In questo campo dovrà svilupparsi una cooperazione con le regioni, con gli enti locali, con le agenzie regionali ed i servizi pubblici territoriali per l'impiego, sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Presentazione del piano operativo e verifica dei risultati

Al fine di perseguire le suddette finalità e sviluppare le azioni connesse, Italia Lavoro elabora e sottopone al Ministro del lavoro e della previdenza sociale un piano operativo comprensivo di:

- obiettivi di breve e medio periodo;

- modalità e procedure gestionali- assetti organizzativi;

- modalità e tempi di verifica sullo stato di avanzamento e sui risultati.

Tale piano deve essere trasmesso per l'approvazione al Ministero del lavoro e della previdenza sociale entro sessanta giorni dall'emanazione della presente direttiva.

Al fine di consentire un proficuo rapporto tra Italia Lavoro e Ministero del lavoro e della previdenza sociale, si svolgeranno incontri a cadenza trimestrale tra la Presidenza di Italia Lavoro e il Ministro del lavoro e della previdenza sociale per la verifica di risultato delle iniziative svolte.

La presente Direttiva verrà trasmessa alla Corte dei Conti per la registrazione.

Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale: Cesare Salvi