Regione Toscana
Norma

 
MINISTERO DELL'INTERNO  
CIRCOLARE 6 ottobre 2015, n. 14106
  Oggetto: Decisioni del Consiglio Europeo n. 1523 del 14 settembre 2015 e n. 1601 del 22 settembre del 2015 per istituire misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia - Avvio della procedura di relocation.  
 


 
  urn:nir:ministero.interno:circolare:2015-10-06;14106

AI SIGG.RI COMMISSARI DEL GOVERNO PER LE PROVINCE AUTONOME di TRENTO E BOLZANO

AL SIG. PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA - AOSTA

e, per conoscenza, AL SIG. CAPO DI GABINETTO

AL SIG. CAPO DELLA POLIZIA - LORO SEDI


 

Come noto, gli ininterrotti flussi di persone diretti ad entrare nel territorio dell'Unione Europea, in quanto in fuga dalla guerra e da altre calamità, e che hanno comportato molteplici perdite di vite umane, hanno indotto la Commissione europea ad inserire il tema delle migrazioni tra le dieci priorità politiche dell'Unione e ad elaborare una risposta immediata e concreta per affrontare le sfide poste dal fenomeno migratorio.

L'Agenda Europea sulla Migrazione, adottata dalla Commissione Europea il 13 maggio u.s., che consiste in una serie di iniziative e misure concrete da attuare, rappresenta la risposta europea che coniuga la politica interna ed estera dell'Unione e che mobilita tutte le forze e i mezzi a disposizione al fine di gestire meglio i movimenti migratori in tutti i suoi aspetti.

Con le decisioni in oggetto, nell'ambio della citata Agenda, sono state disposte misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia.

In particolare, la procedura di relocation è stata concepita dall'Unione Europea al fine di alleviare la pressione migratoria sul territorio italiano e presuppone, tra l'altro, la presentazione, da parte dell'Italia, di una Roadmap ( Tabella di marcia - all.1  ), nonché l'istituzione di specifici hotspots (Aree di sbarco attrezzate) dove assicurare le operazioni di soccorso, prima assistenza, registrazione e fotosegnalamento di tutti i migranti.

Ai richiedenti asilo "in clear need of protection" e cioè agli appartenenti a quelle nazionalità il cui tasso di riconoscimento di protezione internazionale è pari o superiore al 75 % sulla base delle statistiche Eurostat dell'ultimo quadrimestre, viene offerta la possibilità di entrare nella procedura di "ricollocamento" (Relocation).

Pertanto, i migranti appartenenti alle citate nazionalità (attualmente siriani, eritrei e iracheni) debitamente fotosegnalati e che abbiano formalizzato la domanda di asilo (compilazione del cd. mod. C3 e relativi allegati) possono, in deroga al Capo lll del Regolamento n. 604/2013 - cd. Dublino lll - essere trasferiti nello Stato membro di Relocation per l'esame della domanda medesima.

La procedura deve essere completata entro due mesi a decorrere dalla data in cui il singolo Stato membro dichiara la propria disponibilità a ricollocare i richiedenti asilo, salva la possibilità, in alcuni casi espressamente disciplinati. di estendere tale termine a tre mesi e mezzo.

Nella Roadmap presentata dall'Italia sono stati individuati i seguenti hotspots Lampedusa, Pozzallo, Porto Empedocle e Trapani, con una capacità complessiva di 1500 posti, cui si aggiungeranno, entro la fine del 2015, anche Augusta e Taranto, con ulteriori 600 posti.

Il meccanismo - a regime - prevede che tutti i migranti sbarchino in uno dei siti hotspot individuati, affinché possano essere garantite nell'arco di 24/48 ore le operazioni di screening sanitario, pre-identificazione (con accertamento di eventuali vulnerabilità), registrazione e fotosegnalamento per ingresso illegale (categoria EURODAC 2).

Nei siti hotSpots si possono verificare le seguenti ipotesi:

1. Le persone che manifestano la volontà di richiedere asilo vengono, di norma, trasferite nei Centri di acooglienza presenti sul territorio per la formalizzazione della domanda di protezione internazionale (attraverso la compilazione del c.d. modello C3) e per il proseguimento dell'iter.

2. Alle persone appartenenti alle nazionalità di cui sopra (in clear need of protection), viene fornita, con il sostegno dell'EASO (European Asylum Support Office) e dell'UNHCR, una informazione mirata sulla procedura di relocation; le stesse, data la ristrettezza dei termini, una volta manifestata la volontà di chiedere asilo, saranno fotosegnalate direttamente come EURODAC CAT1 e trasferite negli Hubs regionali dedicati, dove verrà successivamente formalizzato il modello C3 "europeo" (appositamente elaborato). Contemporaneamente, attraverso l'Unità Dublino, Punto di Contatto nazionale (National Contact Point), saranno svolte le attività di scambio informativo con gli Stati Membri, utili al completamento della procedura che si conclude con il trasferimento degli interessati, con volo aereo, allo Stato di assegnazione.

3. Infine, le persone che non manifestano la volontà di richiedere la protezione internazionale, né di sottoporsi all'iter procedurale finalizzato alla relocation sono, a cura delle competenti forze di polizia, sottoposte agli 1flteriori accertamenti previsti dalla vigente normativa.

Nelle more della piena operatività del sistema, in accordo con la Commissione europea e gli Stati Membri, è stata avviata una fase sperimentale della procedura.

A tal fine, atteso che possono essere ricollocati anche soggetti giunti sul territorio italiano in un periodo anteriore all'entrata in vigore delle predette decisioni, le SS.LL., sulla base delle ricognizioni già avviate su richiesta di questo Dipartimento, vorranno attivare, in raccordo con le Questure, una prima sommaria informativa a favore dei potenziali beneficiari della procedura giunti sul territorio nazionale a partire dal 24 marzo 2015 e presenti nelle strutture di accoglienza di competenza (a tal fine si trasmette un volantino divulgativo appositamente predisposto).

In caso positivo, la Direzione Centrale per i servizi civili per l'immigrazione e l'asilo di questo Dipartimento, curerà, d'intesa con i Signori Prefetti di Milano e Roma, il trasferimento, presso i rispettivi capoluoghi, dei potenziali relocandi in apposite strutture dedicate per la compilazione del modello C3 ed allegati supplementari, con il supporto degli esperti selezionati da EASO ed il successivo trasferimento nei Centri di accoglienza dedicati, per il tempo necessario alla conclusione della procedura, fino al loro trasferimento nello Stato di destinazione. Al riguardo, si chiede altresì di individuare un referente al fine di assicurare il più efficiente raccordo Operativo con questo Dipartimento, con la Questura e con le strutture di accoglienza (individuazione di posti dedicati, rafforzamento del numero dei mediatori culturali, raccordo con le associazioni del terzo settore coinvolte, ausilio nell'organizzazione dei trasferimenti).

Ai Prefetti di Bari e Crotone, nonché al Prefetto di Agrigento, dove peraltro è già operativo l'hub regionale dedicato di Villa Sikania, si rappresenta che i rispettivi attuali CARA di competenza sono stati individuati come Regional Hubs dedicati preposti, dal momento della piena operatività del sistema Hotspot, ad ospitare i potenziali rilocandi, per la formalizzazione della domanda di asilo, con il sostegno di alcuni esperti EASO, fino al completamento della procedura di trasferimento prevista dal meccanismo della Relocation.

Nel ringraziare per la preziosa collaborazione, si resta a disposizione per chiarimenti ed altre esigenze collegate al buon esito della importante iniziativa, la cui valenza politica non sfuggirà all'attenzione delle SS.LL.


 

IL CAPO DIPARTIMENTO: Morcone



ALLEGATI:  
- Allegato   -